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Leader 2 Marzo, 2020 @ 8:30

Storia di John Cronin, imprenditorialmente abile

di Francesco Nasato

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Disabilità: John Cronin, primo Imprenditore dell'anno con sindrome di down
Mark Cronin e John Cronin al Bentonville Film Festival nel maggio 2019 (Tasos Katopodis/Getty Images for Bentonville Film Festival)

Passione per le calze e voglia di diffondere gioia e sorrisi tra le persone. John Cronin è solo un ragazzino quando decide che queste due idee non solo possono stare insieme nel suo modo di intendere la vita, ma anche diventare un business da portare avanti con il padre in un’avventura imprenditoriale padre-figlio. L’idea funziona, tanto che nel 2019 John vince uno dei premi di Imprenditore dell’anno dello stato di New York, ad appena due anni dal lancio della piattaforma online John’s Crazy Socks. Una storia che già così sarebbe di quelle da raccontare e che diventa ancora più bella perché di mezzo c’è il primo ragazzo con sindrome di Down a ricevere un riconoscimento del genere: il suo nome è John Cronin.

John vive a Melville, cittadina dello stato di New York, e frequenta l’ultimo anno di scuole superiori quando insieme alla famiglia si trova a dover valutare che cosa fare dopo aver concluso questa parte dei propri studi. John però è affetto da sindrome Down e per lui, come per tanti altri ragazzi nella sua situazione, le possibilità sono limitate. Il giovane però non vuole arrendersi e fa presente alla famiglia come le opzioni sul tavolo non lo convincano, anche perché fosse per lui saprebbe già bene che cosa vorrebbe fare: mettersi in affari con il padre, Mark, anche lui alla ricerca di un lavoro dopo che un altro progetto lavorativo di cui si stava occupando si è risolto in un nulla di fatto. Padre e figlio si mettono quindi alla ricerca dell’idea giusta: in un primo momento pensano a un track food sul modello del film del 2014 Chef, ma si rendono conto in fretta che nessuno dei due sa cucinare. E’ il calendario a offrire la spunto forse decisivo a Mark e John che si accorgono che di lì a pochi giorni arriverà il 21 marzo, giornata mondiale dedicata alla sindrome di Down in cui le persone indossano come segno distintivo calze stravaganti e colorate. John disegna il proprio esemplare, colorato e vivace come quelli che ama indossare da sempre e che a volte sembrano persino esagerati tanto sono vivaci nelle loro fantasie. Di esagerato per John, però, c’è solo la voglia di fare.

Papà e figlio si mettono così all’opera per avviare il loro piccolo business famigliare online, tra varie registrazioni necessarie e l’apertura di un conto in banca per un investimento iniziale, stando a Mark, di circa 200 dollari. Unico strumento di marketing a loro disposizione una pagina Facebook su cui i primi post sono dei video in cui John racconta e parla delle sue calze. Il sito “John’s Crazy Socks” è online nel dicembre del 2016 e solo nel suo primo giorno di esistenza riceve 42 ordini, tutti concentrati nelle vicinanze di Melville. Dopo l’intuizione sulle calze, John ha un’altra idea che si rivela fondamentale per le sorti di John’s Crazy Socks. Visto il limitato numero di richieste e la relativa vicinanza geografica degli indirizzi a cui consegnare convince il padre a presentarsi in prima persona alle porte di chi ha scelto le sue calze, personalizzando inoltre il pacchetto con un biglietto di ringraziamento e un dolcetto. Foto e video scattati con John dai primi clienti del sito vengono postati sui social, diventando virali e contribuendo alla diffusione del sito online che vende calze di ogni genere e tipo. Alla fine del primo mese gli ordini sono 452 per un totale di 13mila dollari incassati.

Business, ma non solo, perché John’s Crazy Socks ha anche una forte componente sociale, impiegando al suo interno ragazzi con disabilità fisiche e psicologiche e donando il 5% dei suoi ricavi mensili a Special Olympics, il più grande movimento sportivo internazionale dedicato alle persone con disabilità mentale. “Pensiamo di avere un vantaggio competitivo perché assumiamo persone con capacità diverse”, ha spiegato Mark in un’intervista alla CNBC del 2018. “A Long Island, e in gran parte del paese, c’è carenza di manodopera. I datori di lavoro non riescono a trovare abbastanza bravi lavoratori, eppure abbiamo questa grande risorsa di persone con abilità diverse che sono pronte, capaci e disposte a lavorare, e tutto ciò che devi fare è dare loro una possibilità”.

Nel 2017, primo vero anno sul mercato per John’s Crazy Socks, i numeri parlano di ricavi intorno a 1,7 milioni di dollari, schizzati a 5,5 milioni nel 2018, con il negozio online ormai in grado di offrire qualcosa come 2300 tipi di calze diverse, molti dei quali immaginati e disegnati personalmente da John. Persone normali, ma anche personaggi illustri sono stati conquistati dalle creazioni di John, come ad esempio George Bush senior, che in più di un’occasione si è mostrato pubblicamente con indosso un paio di calze della John’s Crazy Socks inviando anche una lettera di ringraziamento allo stesso John, passando per gli attori Kevin James (visto tra gli altri nei film “Un weekend da bamboccioni” e “Il superpoliziotto del supermercato”), Kristen Bell (“L’isola delle coppie”) ed Eva Longoria (“Desperate Housewives”).

Nel 2019, a 23 anni, John diventa la prima persona al mondo con sindrome Down a vincere uno dei premi di Imprenditore dell’anno. “Sono così entusiasta di aver vinto! Ogni giorno vogliamo mostrare al mondo ciò che è possibile fare quando dai a qualcuno una possibilità” ha raccontato John al termine della cerimonia di premiazione dello stato di New York. “Spread happiness”, “diffondere la felicità”, è il motto che da sempre accompagna John, Mark e le loro calze che non sono solo business, ma molto, molto di più.

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