Courtesy S.T. Dupont

Tommaso Concina, da aprile 2016 country manager Italia e Malta di S.T. Dupont.

Nel loro laboratorio di Faverges, nell’alta Savoia, gli artigiani di S.T. Dupont continuano a mettere alla prova la loro tradizione, lunga 146 anni, nella produzione di accendini, penne e articoli di pelletteria. Perché dal primo accendino fabbricato per il Maharaja di Patiala alla “Bogie Bag” di Humphrey Bogart fino alla penna “Classique” voluta da Jacqueline Kennedy Onassis e oggi esposta al MoMA di New York, gli ingredienti di successo dell’azienda francese sono rimasti sempre gli stessi: artigianalità ed esclusività. Oggi, la realizzazione di accessori di lusso “bespoke” per la scrittura, i viaggi, il fumo e la pelletteria è uno dei fattori chiave dell’offerta della maison, che nel 2012 ha ricevuto il riconoscimento Entreprise du Patrimoine Vivant (Living Heritage Companies), riservato alle aziende che si sono distinte in settori specializzati. Una storia lunga quanto affascinante, quella della casa parigina, iniziata nel 1872 quando Simon Tissot-Dupont inaugura la produzione di bagagli da viaggio, apprezzati da personaggi storici come Napoleone III, Winston Churchill e la stilista Coco Chanel.

Courtesy S.T. Dupont

Uno dei pezzi della collezione S.T. Dupont

“Nonostante siano passati molti anni dalla creazione dei primi articoli firmati S.T. Dupont, i nostri clienti attuali, europei, americani ma anche sud-coreani, sono sempre alla ricerca di quel dettaglio unico, capace di distinguere l’accessorio da qualsiasi altro presente sul mercato", racconta Tommaso Concina, da aprile 2016 country manager Italia e Malta di S.T. Dupont. "Proprio per questo motivo, è stato inaugurato intorno al 2010 un Dipartimento Haute Création, dedicato alla realizzazione di accendini e penne in quantità limitata, per veri cultori del bello”. E il desiderio di esclusività negli ultimi anni ha guidato l’azienda verso una serie di partnership creative con artisti internazionali come Philippe Tournaire, Frédéric Krill e l’ingegnere peruviano Luis Alberto Quispe, che viaggia per il mondo alla ricerca delle gemme più rare.

“I canali che, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo cercato di potenziare sono due: la distribuzione e la ricerca tecnologica, che presto vedrà il lancio del primo accendino dotato di localizzatore. Nel primo caso, se a livello globale l’azienda è presente con diversi store in città come Parigi, Hong-Kong, Milano, Mosca e Monaco, in Italia la distribuzione multichannel conta più di 180 punti vendita”, prosegue Concina che, forte dei risultati del primo semestre 2017 (fatturato di 810mila euro, +37%) può dire di aver condotto l'Italia ad essere il secondo mercato europeo per la maison.

Oggi Concina ha nuovi obiettivi: “Sicuramente la valorizzazione del canale distributivo. E poi anche il potenziamento della piattaforma e-commerce, che dopo Francia e Germania è arrivata dalla scorsa estate anche in Italia e sta già dando i primi risultati. Ma nel 2018 il focus strategico sarà la pelletteria, la prima vera anima del business firmato S.T. Dupont”, conclude il manager. A livello globale, la società ha chiuso i primi sei mesi del 2017 con un fatturato di 25,1 milioni di euro.