Piano City

Nyman Alba durante Piano City.

Piano City è la manifestazione musicale milanese che, giunta alla settima edizione, cresce di anno in anno per numero e qualità di eventi legati al pianoforte, coinvolgendo luoghi nuovi e operatori sempre maggiori. La kermesse di quest’anno, che si tiene dal 18 al 20 maggio, prevede oltre 50 ore di musica per 470 concerti, che vedranno impegnati 500 pianisti e 150 pianoforti in tutta la città. I concerti sono ospitati in case, cortili, parchi, musei, piscine, scuole e biblioteche, per una manifestazione che è – secondo le parole degli organizzatori – "una continua dichiarazione d’amore per il piano, la sua musica e la città di Milano". La novità dell’edizione di quest’anno è la partecipazione alla manifestazione di nuovi quartieri, di cui NoLo (Nord Loreto), Ventura, Ripamonti City Life e Porta Nuova, come venues per gli eventi musicali.

Per tutti i disorientati dalla quantità di appuntamenti, ecco una rapida top ten di concerti imperdibili dell’edizione 2018 di Piano City, definita in base ad alcune parole chiave per capire i concetti ispiratori del festival di quest’anno.

  1. Classico e contemporaneo. Il festival è all’insegna della commistione fra generi ed epoche diverse. L’apertura della manifestazione è nelle mani – pianisticamente sicure – di Aziza Mustapha Zadeh, musicista azera dalla carriera venticinquennale, vincitrice del Thelonius Monk Piano Competition e dell’Echo Jazz Award. Al pubblico di Villa Reale l’artista offre una scaletta fatta di pezzi classici (Bach e Schumann), che intreccia con quelli di jazzisti contemporanei (Keith Jarrett e Bill Evans): dove la sua passione per il mugam, l’improvvisazione tipica della musica azera, converge con quella per il jazz. [Link]
  2. Incontri. Django Bates è in concerto sul palco di Villa Belgiojoso, dove presenterà alcuni pezzi tratti dal suo ultimo album. A seguire i fan del musicista inglese, che ha riportato in auge il jazz europeo negli anni '80, potranno conoscerlo nel corso di In conversation con Django Bates, l’incontro aperto al pubblico nella sede del teatro Gerolamo. La chiacchierata, moderata da Veniero Rizzardi (Corriere della Sera), permetterà al pubblico di avvicinarsi a questo personaggio estroso e dallo humor molto british. [Link
  3. Humor. A Vinicio Capossela spetta la chiusura della manifestazione, con il concerto pianistico sul palco della GAM. Il musicista italiano ritorna al festival a sei anni dall’apertura della prima edizione nel 2012, e a poca distanza dal varo del suo nuovo tour in cui promuove l’ultimo disco, Canzoni della Cupa, in partenza il prossimo 7 luglio. Istrionico, farsesco come sempre, si esibirà per il pubblico di Piano City nelle inedite vesti di pianista voiceless, celebrando una scaletta fatta di canzoni taciute e di pianoforti favolosi immaginati come il Piano-bar, il Rhodes zebrato, il piano-b, fra humor, canzone e improvvisazione. [Link
  4. Albe. Una caratteristica della programmazione del festival sono le sonate all’alba. I milanesi ricordano il concerto magico di Michael Nyman alle prime luci del mattino nella cornice del Teatro Continuo di Burri al Parco Sempione dello scorso anno. Quest’anno uno dei concerti di sveglia al mattino sarà tenuto dal pianista ucraino Pol Solonar all’Idroscalo. Con le atmosfere sognanti del suo pianoforte, l’incanto è assicurato.

    Piano City

    Un concerto di mattina alla rotonda della Besana nel 2017.

  5. Wifi. I Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti ospitano Andrea Vizzini nel Pianolink Silent Wifi Concert. Il pianista siciliano, classe 1979, fondatore di una startup tecnologica, si esibisce su una piattaforma galleggiante collocata al centro della piscina. L’ascolto della musica è assicurato al pubblico attraverso le cuffie in collegamento in wifi, che consentono un'esperienza intima della musica, pure all’interno di uno spazio pubblico. Anche in questo caso, il concerto si apre alle cinque del mattino. [Link
  6. Performance. Stanchi dei concerti? Nell’edizione di quest’anno c’è posto per le performance. L’Atelier della Santeria Social Club ospita Nowhere di Mario Formenti. Musicista e direttore d’orchestra, Formenti performa al pianoforte tutti i giorni dalle 10 del mattino alle 22, mangiando, dormendo, vivendo nello spazio in cui suona, abbandonandosi all’interazione con il pubblico, che con lui condivide non solo lo spazio ma anche il tempo della vita, che coincide con quello della musica. [Link
  7. Cortili. Una delle caratteristiche di Piano City è l’apertura dei salotti e dei cortili dei milanesi, che ospitano eventi pianistici di vario genere. In città i concerti sono numerosi, a volte capaci di ospitare pianisti giovani, poco noti ma di talento. Fra questi segnaliamo la performance di Asaf Cohen, pianista milanese di origine ebraica, che suona nella periferia di Affori, in una location segreta. Il suo repertorio sarà integralmente classico, con una scaletta che va da Liszt a Chopin, che il giovane musicista affronta con capacità e passione. [Link
  8. Donne. La programmazione di Piano City è ricca di concerti al femminile. Da non perdere è l’appuntamento con la jazzista Marialy Pacheco, prima donna vincitrice del Montreux solo piano competition. La pianista cubana classe 1983 è considerata una delle nuove leve del jazz moderno. Versatile, sanguigna, ha uno stile profondamente personale nell’interpretazione degli standard propri dei musicisti di calibro. [Link
  9. Elettronica. Il festival è ricco di appuntamenti con la musica elettronica. I fan del minimalismo potranno salutare con gioia la presenza al festival di Charlemagne Palestine, pioniere di un genere che fra i suoi esponenti più celebri conta Steve Reich. Il pianista newyorchese si esibirà in duetto con Rrose, autore di musica techno a carattere fortemente immersivo. Il contrasto fra gli opposti promette di essere esplosivo. [Link
  10. Fuori Programma. Se poi siete stanchi di Piano Ccity, vi consigliamo un fuori programma musicalmente imperdibile. Il Blue Note ospita in questo weekend Cécile Mc Lorin Salvant, la voce femminile ritenuta erede delle Big Three del jazz americano (Holiday, Vaughan e  Fitzgerald). Nonostante sia nata nel 1989, conta già fra i suoi premi il Grammy Award come migliore cantante jazz del 2014. Assolutamente imperdibile. [Link