Paladin

Il team di Paladin.

Avete bisogno di un trapano, ma giusto per il tempo di appendere due quadri al muro o sistemare il box doccia? O magari volete capire se vale la pena comprare il casco VR della Playstation di cui vi siete invaghiti, o quel modello di monopattino elettrico con cui potreste andare in giro in città o al mare? Vi sarà capitato di pensare che non sarebbe male se questi – e altri – oggetti si potessero avere in prestito esattamente quando servono, per provarli e capire se procedere con l’acquisto o lasciar perdere l'idea.

Oggi quel pensiero è realtà, perché grazie a una startup made in Italy è possibile fare esattamente ciò che Airbnb fa con le case, ma con gli oggetti di uso comune e quotidiano. Paladin è nata nel 2017 e ha già dei buoni numeri dalla sua: 10mila utenti attivi e 30 brand che mettono a disposizione i propri prodotti sulla sua piattaforma, che consente il prestito con due modalità: il peer to peer tra i privati e un “prova il brand” (per testare appunto un prodotto direttamente dall’azienda).

Si tratta di un servizio unico in Italia nato dall’intuizione di Nicola Fusco, insieme a Marc Ferrer e Alessandro Perinotto, fondatori della startup, più Gaetano Romeo, mentor. Per capire meglio come funziona Paladin, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Nicola, ceo con anni di esperienza nel marketing: il lancio di Zalando Italia a Berlino, il lavoro con il Gruppo Lazada in Tahilandia, socio di BlissBooker a Barcellona e tanto altro ancora.

Cominciamo dal nome per poi passare all’idea. Cos’è Paladin e com’è nato il tutto?

Paladin è una startup che ha questo nome perché vuole essere una sorta di paladina per lo scambio tra gli utenti e della circular economy. L’idea è nata da una necessità che avevo io stesso: mi muovevo tanto per lavoro, pertanto avevo bisogno di alcuni oggetti per un breve lasso di tempo, così come capita a tutti. Se non volevo comprare ciò di cui avevo bisogno – che poi sarebbe stato un oggetto in più da portare in viaggio – l’unica alternativa era chiederla in prestito ad amici e conoscenti, con tutte le difficoltà che ne possono derivare. Da qui l'intuizione di creare una piattaforma per semplificare il noleggio di oggetti in modo sicuro e a prezzi accessibili. Siamo “paladini” anche in questo: ogni prestito, tra privati o dall’azienda al consumatore, è sicuro e “assicurato”.

"Assicurato" in che modo?

Ogni utente che si iscrive alla piattaforma viene "validato" tramite i documenti d’identità e una piattaforma americana che, a sua volta, ne verifica le credenziali. Inoltre, abbiamo una collaborazione con Reale Mutua che, fino a un massimo di 5mila euro, garantisce nel caso in cui un oggetto si dovesse rompere, venisse deturpato e per tutte le altre cose che non sono direttamente imputabili all’utente.

Courtesy Paladin

Come funziona nel dettaglio il noleggio?

Ci si iscrive gratis alla piattaforma e si ha subito un buono di 15 euro. Gli oggetti che si trovano su Paladin sono del settore hi-tech, smart mobility, ma ci sono anche elettrodomestici, macchine per il pane, macchine da cucire, tende da campeggio, profumatori per ambienti, tavole da snowboard ecc... Tutti prodotti che hanno in genere un costo medio-alto ma che qui possono essere provati a fronte di un costo di noleggio giornaliero. L’utente può scegliere di farlo in due modi: direttamente dal privato e in questo caso si accorda con questo, in chat, su quando e dove andare a ritirarlo, oppure dall’azienda e riceverlo anche in 24 ore, se l’utente è per esempio su Milano. La spedizione è comunque disponibile in tutta Italia.

Facciamo un esempio concreto.

Certo, mettiamo il caso che io voglia provare un drone del costo di 600 euro: posso averlo con un noleggio che mi costa 60 euro per 2 settimane. Se non mi interessa più, lo restituisco senza problemi; se voglio provarlo per un tempo ulteriore, posso prolungare il noleggio di altri 10 giorni.  Se invece voglio acquistarlo, restituirò comunque il prodotto che ho usato e ne avrò uno nuovo che pagherò al prezzo previsto meno il costo del noleggio.

Quali sono i vantaggi per l’utente?

Beh, innanzitutto con Paladin stiamo dimostrando – e gli utenti stessi ce lo confermano – che spesso possedere un oggetto per pochi giorni è sufficiente a soddisfare questo desiderio. In questo modo si fa una mossa “smart” che evita uno spreco. Si acquistano tante cose senza motivo, che magari non vengono mai utilizzate o si dimostrano non all’altezza delle aspettative. In questo sistema invece si compra solo quando e se c’è una reale necessità e dopo avere testato il prodotto. Il servizio “prova il brand”, che va proprio in questa direzione, è nato solo 4 mesi e fa e sta incontrando il favore degli iscritti alla piattaforma. Inoltre, fino a fine luglio, chi noleggia non paga né le spese di spedizione né di ritiro che comunque manterremo basse, sui 5 euro. Il vantaggio c’è anche per il privato che mette a disposizione un proprio oggetto. Faccio un esempio: se do in prestito la mia action cam per 60 giorni l’anno, avrò un guadagno di 1200 euro, sfruttando qualcosa che ho già a casa e che magari non mi serve. Il peer to peer tra privati inoltre è garantito dal fatto che ogni utente è validato e questo responsabilizza anche chi prende l’oggetto in prestito. Non ci è mai successo che qualcuno lo trattenesse più del dovuto.

Perché le aziende vi scelgono?

Per loro è un’ottima occasione per fare pubblicità ai prodotti e anche per aumentare le vendite: molte persone che hanno provato gli oggetti alla fine li comprano. Inoltre, il servizio “prova il brand” in Italia è unico.

Qual è il vostro modello di business?

Niente di diverso da Airbnb: prendiamo una commissione per ogni oggetto che varia a seconda se il noleggio è tra privati o da azienda a utente. Per quest’ultimo, comunque, non cambia nulla: la nostra percentuale è compresa nel prezzo di noleggio finale così come lo è l’assicurazione.

Qual è stato l'investimento iniziale?

Paladin nasce grazie ad una raccolta di capitale online con equity crowdfunding di circa 100mila euro. Dopodiché abbiamo partecipato a Startup Lombardia e vinto il bando Intraprendo per la categoria ICT&Services.

Progetti futuri?

Al momento ci confrontiamo con molti mercati. Con il noleggio delle macchine da cucire, per esempio, veniamo incontro sia alle esigenze degli hobbisti che a quelle degli studenti di moda dello Ied. Vogliamo pertanto arrivare ad aumentare le sottocategorie di prodotti che al momento sono più di 40 e coinvolgere fino a 100 brand, così da sviluppare ulteriormente il servizio “prova il brand”.  Inoltre ci piacerebbe espanderci a livello internazionale.